Rottura del tendine di Achille

Traumatologia

La rottura del tendine di Achille è raramente di origine traumatica, verificandosi spesso con un trauma di modesta entità. La lesione in realtà è di solito conseguenza di una preesistente degenerazione tendinea talvolta ignota al paziente poiché sino a quel momento asintomatica. Colpisce più frequentemente uomini non giovani: la storia tipica è quella del quarantacinquenne che durante una partitella occasionale, al momento di uno scatto, avverte un “crack” doloroso, percepito come “una sassata” al tendine, seguito da impotenza funzionale.


La sede della rottura è di solito a 2-6 centimetri dall'inserzione calcaneare, punto in cui la vascolarizzazione tendinea è minore. Fattori predisponenti la lesione possono essere precedenti infiltrazioni di cortisone intratendinee e uso di antibiotici fluorochinolonici.

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica poiché l'ecografia e in misura minore la RMN possono dare risultati fuorvianti di rottura parziale anche in caso di lesione totale. I segni clinici di una rottura completa sono inequivocabili: la regione posteriore della caviglia è tumefatta, il malato poggia il piede a piatto e in stazione monopodalica non riesce a sollevarsi sulla punta. Col malato steso prono sul lettino si apprezza palpatoriamente l'interruzione della normale continuità del tendine e si esegue la manovra di Thompson: la “spremitura” delle masse muscolari del polpaccio provocano la flessione plantare del piede dal lato sano ma non in quello della lesione. Viceversa la flessione attiva in scarico è relativamente conservata per l'azione vicariante dei flessori e dei peronei, il che può essere causa di grave errore diagnostico (fino al 15% dei casi!).

Trattamento

Il trattamento può essere incruento solo nei casi di lesione parziale, in pazienti anziani; altrimenti è di norma chirurgico.
Le tecniche di tenorrafia (sutura tendinea) sono di due tipi: a cielo aperto e percutanea a cielo chiuso. La prima ha il vantaggio di poter trattare le rotture più ampie in cui vi è grossa degenerazione tendinea. La tecnica più semplice è la tenorrafia termino-terminale, ossia la sutura diretta dei due monconi del tendine.

prima immagine che illustra la tecnica percutanea per operare la rottura del tendine di achille seconda immagine che illustra la tecnica percutanea per operare la rottura del tendine di achille
Tecnica percutanea per il trattamento della rottura del tendine di Achille

Esistono poi le tecniche percutanee che permettono la tenorrafia attraverso incisioni di pochi centimetri o addirittura a cielo chiuso con l'ausilio di appositi aghi passati attraverso la cute.
Queste metodiche mini invasive riducono i rischi di non-chiusura e infezione della cicatrice e possono velocizzare il decorso ed i tempi di guarigione; ma non possono essere utilizzate nei casi in cui i margini tendinei da suturare siano troppo sfrangiati e presentano un maggior rischio di intrappolamento del nervo Surale rispetto alle tecniche aperte.

 

Per approfondire:

Informazioni riguardo il decorso postoperatorio.

Guarda dove visito e opero.

Dott. Pio Maria De Pasquali